L’introduzione dell’obbligo di rotazione nella nuova programmazione PAC 2023/2027 ha fatto parecchio discutere, specie in determinate zone, magari poco irrigue, dove è complicato gestire un ventaglio variegato di colture.
A partire dall’anno scorso, però, è stata introdotta una possibilità collaterale, vale a dire quella di tornare alla diversificazione, cioè alla coesistenza, in contemporanea, di più colture, ripartendole sui vari terreni. Avevamo già preso dimestichezza con la diversificazione nella precedente programmazione PAC, quando era parte integrante del greening.
A far riflettere ulteriormente, però, è stato il fatto che, secondo alcune prime interpretazioni, il passaggio dalla rotazione alla diversificazione sarebbe stato possibile solo a condizione che la rotazione fosse stata precedentemente chiusa. Per chiudere la rotazione, occorre che vi siano almeno due colture, una in successione all’altra. Nel caso, però, di terreni condotti con una sola coltura nell’anno, occorre attendere all’anno successivo per poter definire chiusa la rotazione e per poter, quindi, passare alla diversificazione.
Con un recente chiarimento della Commissione Europea, però, sembra sia stata confermata la possibilità di passare direttamente dalla rotazione alla diversificazione nel 2025, a prescindere dal fatto che la rotazione sia stata chiusa nell’anno precedente. Naturalmente, ciascuna azienda dovrà fare le opportune valutazioni circa le necessità derivanti dal proprio piano colturale, al fine di gestire correttamente la validazione dello stesso.
Un po’ alla volta, quindi, vanno delineandosi le regole guida da seguire per la campagna PAC 2025, che sta entrando sempre più nel vivo con l’arrivo della stagione più calda.
Studio Agro-tecnico AGRIEURO
di Pasero Agr. Angelo
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